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PP2: CHE FINE HA FATTO LA S.T.U. DI PESCARA?

esterne271532222709161538_bigL’urbanistica è piuttosto complicata soprattutto per le tante sigle e acronimi che  il cittadino non conosce e non capisce.

Eppure parliamo delle città in cui viviamo e non è certo il caso di delegare agli addetti ai lavori. Meglio cercare di capirci qualcosa.

L’altro giorno ho mandato alla stampa un comunicato che non ha incontrato troppo interesse. Voglio sperare che anche i giornalisti abbiano difficoltà a districarsi tra PP2 e S.T.U. Lo scorso 30 aprile a Silvi si è tenuto un convegno con la partecipazione del sindaco, dell’assessore regionale al turismo Di Dalmazio, del segretario generale della Presidenza del Consiglio della Regione Enrico Mazzarelli e il Presidente della Provincia di Teramo Catarra.

 

Il convegno era aperto da una relazione su “Le Società di Trasformazione Urbana, un moderno strumento di riqualificazione urbana” tenuta dall’avvocato Renato Perticari, Presidente Astur e collaboratore del quotidiano di Confindustria Il Sole 24 Ore.

 E’ davvero singolare che mentre il centrodestra teramano studia la S.T.U. l’amministrazione di centrodestra del Comune di Pescara abbia deciso di far sparire nel dimenticatoio una S.T.U. già pronta e costata un sacco di di denaro pubblico.

 Come ho più volte denunciato in Consiglio Comunale, ritengo vergognoso che una procedura avviata con l’amministrazione di centrodestra del sindaco Pace e completata da quella di centrosinistra sia stata accantonata e dimenticata per ricominciare da zero.

 Mentre l’assessore Antonelli propone di regalare ai costruttori un bel cambio di destinazione di volumi residenziali e la Regione cerca di cedere a Becci senza gara le aree dell’ex-Cofa, sono stati accantonati sia la S.T.U. che i progetti già pronti per il PP2.

 La cosa grave è che si tratta di una procedura, quella della S.T.U., e di progetti urbani realizzati proseguendo indirizzi risalenti alla giunta Pace – Sospiri.

 Deve essere chiaro che è davvero fuori luogo una rappresentazione per cui ci sarebbe un’amministrazione che vuole fare e il solito Acerbo che rompe le scatole bloccando lo sviluppo della città.

 La S.T.U. non è un qualcosa di sinistra o ecologista, ma una procedura molto calorosamente sostenuta da Confindustria. Per darvene un piccolo saggio vi consiglio la viisione di questo powershop del quotidiano confindustriale:  http://www.formazione.ilsole24ore.com/Formazione/Brochure/DelliSanti.pdf

Le Stu costituiscono uno strumento che il legislatore ha previsto per facilitare l’intervento di quei comuni che intendano realizzare significative trasformazioni all’interno della città esistente, attraverso il cofinanziamento di soggetti privati. Sembra proprio quello di cui c’è bisogno per un’area strategica come il PP2 eppure è finita (insieme a centinaia di migliaia di euro spesi) in qualche scantinato.

 Allora perché l’assessore Antonelli e il sindaco Mascia fanno finta che la S.T.U. non sia mai esistita? E perché i costruttori che prima l’avevano invocata poi si sono disamorati?

 Forse la risposta sta nelle leggi a cui fa riferimento la S.T.U.:

 i comuni, anche con la partecipazione della provincia e della

regione, possono costituire società per azioni per progettare e

realizzare interventi di trasformazione urbana, in attuazione

degli strumenti urbanistici vigenti. A tal fine le deliberazioni

dovranno in ogni caso prevedere che gli azionisti privati della società

per azioni siano scelti tramite procedura di evidenza pubblica.

(art.120 TUEL, comma primo)

 

Le società di trasformazione urbana provvedono alla preventiva

acquisizione degli immobili interessati dall’intervento, alla trasformazione

e alla commercializzazionedegli stessi.

Le acquisizioni possono avvenire consensualmente o tramite ricorso alle

procedure di esproprio da parte del comune.(art.120 TUEL, comma

secondo, come sostituito dall’art.44 della L. 166/2002)

 

Ho la sensazione che quando i costruttori si sono accorti che i meccanismi di mercato su cui si fonda la S.T.U. non garantivano le rendite di posizione hanno preferito tornare ai più tradizionali riti pescaresi.

 Ritengo grave che l’amministrazione comunale non abbia ritenuto di venire in commissione e in Consiglio ad esporre le sue criticità rispetto alla S.T.U. e al progetto del PP2 e a chiedere il mandato per procedere su altre vie.

 Naturalmente una maggioranza che ha vinto le elezioni può decidere di cambiare precedenti scelte urbanistiche e amministrative ma dovrebbe spiegare alla cittadinanza e in Consiglio Comunale le ragioni e non semplicemente far finta che non siano mai esistite.

                                                          

                                                                Maurizio Acerbo, consigliere comunale PRC

 

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