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La notizia che la Camera di Commercio annuncia la volonta’ di non procedere ulteriormente nel suo impegno sull’area dell’ex-Cofa non mi impressiona e spero che il resto dell’opposizione non si lasci impressionare.
Se si tratta di una mossa per fare pressione sul Consiglio Comunale, voglio rassicurare i pescaresi intelligenti e liberi che i miei emendamenti la prossima volta invece di 300 saranno 3000.Â
Noi abbiamo chiesto trasparenza e la possibilita’ per il Consiglio Comunale di poter decidere sentita la citta’ sul destino delle aree del PP2.
Invece il centrodestra si e’ mosso, a livello regionale e comunale, per esautorare il Consiglio Comunale e il confronto con la cittadinanza.
Si cerca di creare un clima di emergenza per mettere la citta’ davanti al fatto compiuto dopo aver perso tempo per 4 anni.
Usare l’argomento del degrado e’ un vecchio trucchetto per non discutere nel merito di scelte urbanistiche in cui l’interesse pubblico non si ravvede neanche col cannocchiale. Il fatto che un’area o dei manufatti siano in disuso non implica che si debba rinunciare a discutere del che cosa realizzare al loro posto.
I pescaresi onesti e intelligenti capiscono che la storia dello scempio edilizio della nostra citta’ e dei comuni limitrofi insegna che non bisogna abboccare ai soliti generici  appelli per lo “sviluppo”.Â
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 Maurizio Acerbo, consigliere comunale e regionale PRC
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 P.S.: ricordo che sul PP2 la battaglia è in corso su più fronti. Innanzitutto il 23 maggio si discuterà il mio ricorso sul permesso rilasciato alla Pescara Porto srl .
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Poi c’è la questione del tratto di spiaggia accanto all’Istituto Paolo VI su cui vogliono far costruire.
Ma di questo parleremo prossimamente.
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