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ASSESSORE ABRUZZO A GIUDIZIO; PD, 5 ANNI SONO INACCETTABILI (ANSA) – PESCARA, 16 GEN – Ha avuto «tempi inaccettabili», per il segretario regionale del Pd abruzzese Silvio Paolucci, il rinvio a giudizio per corruzione dell’attuale vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo e assessore allo Sviluppo Economico, Alfredo Castiglione. «Sorprendono – afferma Paolucci – i tempi della vicenda Castiglione: cinque anni per un rinvio a giudizio. Sono tempi inaccettabili¯. . »Il Pd vuole confrontarsi con una politica forte e legittimata, che dialoghi sulla crescita e lo sviluppo, sulla sanità e sulla ricostruzione. Temi sui quali – aggiunge il segretario del Pd – il confronto con questa giunta, e questo è il vero tema, è fermo da mesi«. Castiglione è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Pescara, Maria Michela Di Fine – con un consigliere comunale di Montesilvano e due titolari di distributori di carburanri – con l’accusa di corruzione per una vicenda, risalente al 2004, relativa a 78 buoni benzina ricevuti in cambio di interventi in sede di commissione Commercio della Regione; all’epoca Castiglione era assessore regionale al Bilancio. Il processo è stato fissato per il prossimo 23 marzo. (ANSA).
E’ sotto gli occhi di tutti che PD e PDL appaiono uniti nella lotta per mettere la sordina su quanto emerge dalle inchieste giudiziarie.
L’assessore Castiglione e la sua coalizione non prendono nemmeno in considerazione le dimissioni anche perché sanno che il principale partito di opposizione non creerà problemi.
Il segretario regionale Luciano Ottaviano Paolucci è troppo impegnato a fare opposizione alla Procura di Pescara.
Il mio comunicato “situazionista” (Debord mi perdoni!) ha suscitato una certa agitazione nella giornata di ieri.
Ecco come lo hanno riportato i quotidiani:
Il Centro
Provocazione del consigliere PrcÂ
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Acerbo: «L’assessore si è dimesso» Ma è solo una burlaÂ
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 PESCARA. «Un compagno mi ha spiegato che una notizia falsa certe volte può anche diventare vera». Maurizio Acerbo, capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale, ora se la ride. Ma per qualche minuto un suo comunicato stampa è riuscito a gettare nella confusione la politica e l’informazione abruzzese. «La notizia delle dimissioni dell’assessore Alfredo Castiglione a seguito del rinvio a giudizio per corruzione è davvero un segnale di cambiamento per la politica abruzzese», ha scritto Acerbo nel comunicato.
 Angelo D’Ottavio, sindaco di San Valentino e stretto collaboratore dell’assessore regionale commenta: «Che ci vuoi fare? Acerbo è talmente simpatico che è difficile arrabbiarsi. Gli devo fare i complimenti per lo scherzo. Noi chiaramente smentiamo: Castiglione pensa solo a lavorare».
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Il Messaggero
Acerbo: bravo Castiglione che si è dimesso
Ma non è vero. L’assessore: non ci penso proprio
PESCARA – Persino Gianni Chiodi gli telefona, alle cinque del pomeriggio, quando sui tavoli delle redazioni e in rete viene diffuso il comunicato del consigliere regionale di Rifondazione Maurizio Acerbo: «Castiglione si è dimesso, bravo». Ma Alfredo Castiglione, vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, rinviato a giudizio per corruzione per aver incassato 78 buoni benzina in cambio di favori, a dimettersi non ci pensa nemmeno. «Una bugia, non è affatto vero che mi sono dimesso o che io abbia intenzione di dimettermi. Persino il presidente mi ha chiamato per chiedermi cosa fosse successo, ma io non lo so e non so come possa essere uscito quel comunicato». Forse uno scherzo, oppure un comunicato dettato dall’ironia: possibile che Acerbo, per stigmatizzare il comportamento della giunta regionale in cui ormai sono due gli assessori accusati di corruzione (Castiglione e l’assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni), abbia usato l’arma dell’ironia. Ma poco convincente e soprattutto poco efficace e anche in grado di ingenerare equivoci come quello che si è creato ieri pomeriggio. «Io non mi dimetto perchè non ho commesso nulla, in questo momento sono all’Aquila a rappresentare la Regione a un concerto per i terremotati. Non ritengo di dover neppure più parlare di questa ridicola vicenda, io sono uno degli assessori più attivi e impegnati, il mio ruolo non è in discussione». Nessuno tra l’altro, aggiunge Castiglione, ha chiesto la sua testa. Eppure Acerbo ieri scriveva: «Un segnale di cambiamento per la politica abruzzese. Castiglione dimostra col suo gesto un forte senso delle istituzioni, gli va dato atto di averlo capito da solo evitando una situazione imbarazzante per una Regione la cui storia recente è stata contrassegnata dal susseguirsi di scandali. E’ vero che si tratta di una scelta obbligata per una coalizione che ha conquistato la Regione e Pescara soltanto grazie all’impatto delle inchieste giudiziarie sull’opinione pubblica, ma questo non cancella il valore del gesto».Â
[…] Infatti, tranne il sottoscritto, nessuno ha chiesto le dimissioni dell’assessore Castiglione rinviato a giudizio. A costo di apparire “giustizialista” ritengo che bisogna continuare a insistere. Buona […]